Sarà obbligatorio per sedersi al ristorante e nei bar al chiuso, ma anche per grandi eventi, cinema, palestre, stadi, concorsi pubblici: si potrà ottenere con una dose di vaccino (e naturalmente con due), un tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti o la certificazione della guarigione dall’infezione da Covid-19.

Quello europeo, invece, già in vigore, viene rilasciato solo dopo due dosi di vaccino o con il certificato di guarigione o il tampone negativo (tutte le informazioni sono sul sito del Governo: https://www.dgc.gov.it/web/).

E per chi ha fatto il vaccino in un Paese straniero, cone gli Italiani all’estero? A porre la domanda al Governo, con una interrogazione al Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è l’onorevole Fucsia Fitzgerald-Nissoli, deputata di Forza Italia per la Ripartizione Nord e Centro America.

“Il Governo – spiega l’onorevole Nissoli (nella foto sopra) – indica le modalità di funzionamento del Green Pass per i vaccinati, ma gli Italiani all’estero che hanno fatto il vaccino nel Paese di residenza come potranno vedere riconosciuta la validità del loro vaccino? Per avere indicazioni concrete ho depositato una interrogazione al Ministro degli in cui ho chiesto di fornire indicazioni certe se agli italiani iscritti all’Aire e vaccinati nello Stato estero di residenza sia riconosciuta valida la certificazione di avvenuta vaccinazione così come rilasciata dalle competenti autorità estere e se questa possa essere usata come il Green Pass. E qualora non vi fosse tale automatismo, ho chiesto di indicare come ottenere il riconoscimento di tali vaccinazioni estere”.

Inoltre, la parlamentare ha chiesto anche “di dare indicazioni chiare su come gli iscritti AIRE possano accedere al programma vaccinale per fare la seconda dose di vaccino in Italia, qualora avessero già fatto la prima dose all’estero. Auspico che si faccia presto chiarezza in modo che i connazionali possano orientarsi in maniera adeguata”.